Verifiche Gas Radon

Il tuo ambiente di lavoro è al sicuro ?

Verifiche dei Gas Radon

Grazie ad un team di esperti svolgiamo sopralluoghi per verificare i rischi per i lavoratori legati alla presenza del gas radon in ambienti confinati. Effettuiamo il monitoraggio tramite collocazione di dispositivi (dosimetri) che rilevano la presenza e la quantità  di gas radon all’interno dell’attività  e degli ambienti di lavoro.

Il monitoraggio così come descritto dalla normativa nazionale, si effettua in due semestri (primavera-estate e autunno-inverno). Alla fine di ogni semestre i dosimetri vengono esaminati da laboratori specializzati e alla fine dell’anno di monitoraggio ci occupiamo della trasmissione dei risultati al comune e all’ARPA di appartenenza.

gas radon

Che cos'è il Gas Radon?

Il gas radon è un inquinante presente ovunque in quanto il suo progenitore, l’uranio, è un elemento largamente presente in natura, tuttavia diventa di particolare interesse da un punto di vista sanitario solo quando è presente negli ambienti confinati: il cosiddetto radon indoor.

Il radon è un elemento pericoloso?

È considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi e, a livello mondiale, si stima che sia responsabile di quasi il 50 per cento dell’esposizione media della popolazione alle sorgenti naturali di radiazione.

Da cosa dipende il livello di radon in un’abitazione?

Il livello di radon in un ambiente chiuso è influenzato da:

  • caratteristiche del suolo sottostante l’edificio (contenuto di radio nel terreno, facilità di fuoriuscita dal suolo, presenza di faglie in vicinanza dell’edificio);

  • caratteristiche dell’edificio (contenuto di radio e facilità di fuoriuscita dai materiali utilizzati, tipologia dell’edificio e dell’attacco a terra, tecnica costruttiva, modo in cui sono disposti i locali, stato e manutenzione dell’edificio);

  • condizioni ambientali (temperatura, pressione, umidità, condizioni meteo);

  • stato/modo di utilizzo dell’edificio (riscaldamento, abitudini di vita, ricambi di aria, ecc). 

Quali sono i limiti di riferimento per gli ambienti di lavoro?

Al momento la normativa italiana prevede l’obbligo alla determinazione dell’esposizione al gas radon (D. Lgs.17 marzo 1995 n° 230 modificato dal D. Lgs. 26 maggio 2000 n. 241) solo per gli esercenti di attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposte in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei. Il limite, detto livello di azione, per tali ambienti di lavoro è di 500 Bq/m3, superato il quale “l’esercente pone in essere azioni di rimedio idonee a ridurre le grandezze misurate al disotto del predetto livello”.

Tuttavia si evidenzia che la nuova Direttiva della Comunità Europea (atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare, e che quindi dovrà essere integrato nella legislazione italiana), “Direttiva 2013/59/Euratom” pubblicata il 17 Gennaio 2014, riduce il livello di riferimento per le concentrazioni di radon nei luoghi di lavoro (Art. 54). Tale nuovo livello non deve essere superiore a 300 Bq/m3 (lo stesso stabilito per le civili abitazioni), a meno che un livello superiore non sia giustificato da particolari circostanze esistenti a livello nazionale. Uno Stato membro che, a motivo di circostanze nazionali, stabilisca, per le concentrazioni di radon nei luoghi di lavoro situati in ambienti chiusi, un livello di riferimento superiore a 300 Bq/m3, dovrebbe informare la Commissione europea al riguardo.

In attesa che l’Italia recepisca con proprio decreto la nuova Direttiva, resta in vigore il livello di azione di 500 Bq/m3 previsto dal D.Lgs. 230/95 come modificato dal D.Lgs. 241/00

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