L’Olio extravergine d’oliva vittima della contraffazione: frodi e truffe del Made in Italy
Frodi Olio Extravergine d'oliva

L’Olio extravergine d’oliva vittima della contraffazione: frodi e truffe del Made in Italy

Negli ultimi 10 anni, l’olio extravergine d’oliva fuori legge, falso o irregolare è cresciuto del +87,5%. Questo il dato emerso da una ricerca dell’UNAPROL (Unione Nazionale dei Produttori Ovicoli su dati ICQRF in relazione al sequestro di oltre due tonnellate di falso olio extravergine d’oliva al  porto di Palermo sequestrate nel mese di ottobre, dall’Agenzia Dogane e Monopoli nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi alimentari.

“L’economia dell’inganno strangola l’agricoltura italiana: solo all’olio extravergine d’oliva le truffe e le sofisticazioni causano danni per 1,5 miliardi di euro l’anno – ha dichiarato Giuseppe Politi, presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia). – La presenza di oli lampanti e deodorati venduti a cifre irrisorie è diventata un dramma per i nostri agricoltori perché determinano il crollo dei prezzi delle olive, con conseguenze  gravissime sui redditi degli olivicoltori. Ecco perché è sempre più indispensabile proteggere le aziende sane del  nostro paese, e usare tolleranza zero verso i pirati dell’olio, aumentando i controlli e inasprendo sanzioni e pene”.

Allora come riconoscere il vero olio extravergine d’oliva?

Per scegliere un olio extravergine di oliva autentico è innanzitutto importante diffidare dell’olio venduto a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive, è difficile che un olio extravergine d’oliva possa essere venduto al dettaglio a meno di 7 euro al litro. Si può provare ad affidarsi ai propri sensi per smascherare l’olio extravergine contraffatto ma è praticamente impossibile, per il consumatore medio, capire da solo se un olio è davvero extravergine. Le falsificazioni riguardano sempre e solo l’aspetto e il colore del prodotto, ma non potranno mai replicare le qualità organolettiche (per stabilirle è comunque necessaria un’analisi chimica in laboratorio). L’ideale è affidarsi a marchi che specifichino in etichetta, con grande trasparenza l’origine delle olive, il metodo di spremitura, l’utilizzo di cultivar particolari e ben individuate o addirittura la regione di produzione, con simboli di consorzi locali di tutela, o Dop. Maggiori sono le informazioni in etichetta maggiori gli indizi di atteggiamento onesto e trasparente da parte del produttore. Una soluzione potrebbe essere affidarsi a prodotti derivanti dall’agricoltura biologica dove i disciplinari sono molto rigorosi sia sul metodo di coltivazione delle olive, sia sui metodi di produzione. Ai controlli di legge si sommano i controlli degli enti certificatori terzi, sia sul campo che negli stabilimenti, ulteriore garanzia di genuinità e veridicità.

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